Books: La vita sul pianeta Marte
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Giovanni Virginio Schiaparelli >> La vita sul pianeta Marte
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[12 Notisi che in questa carta il pianeta si presenta rovesciato,
quale si vede nei telescopi astronomici usuali: quindi il polo
artico è in basso, l'antartico in alto rispetto a chi legge le
indicazioni delle carte stesse.]
[13 Sulla totale (o quasi totale) assenza di nuvole e pioggie in
Marte veggasi quanto ho scritto nel mio articolo precedente
(Natura ed Arte 1 e 15 febbraio 1893). L'anno scorso è riuscito
al signor Douglas, astronomo americano, di studiare e di misurare
alcune nuvole di questo pianeta. Una di esse, osservata il 25 e
il 26 novembre 1894, era larga 150 chilometri circa o lungo 230;
la sua altezza sul suolo del pianeta fu trovata esser più di 25
chilometri; essa sembrava muoversi con una velocità di circa 20
chilometri all'ora. Sulla Terra le nuvole bianche a strisce e
frange, chiamate cirri, le quali sembrano aver molta analogia
colla nuvole di Marte, non sogliono elevarsi a più di 6 od 8
chilometri dal livello del suolo.]
[14 Una striscia oscura della superficie di Marte non può esser
osservabile coi presenti nostri telescopi, se non ha almeno 30 o
40 chilometri di larghezza.]
[15 L'intensità della gravità alla superficie di Marte è minore nel
rapporto di 3 ad 8 di quella che ha luogo alla superficie della
Terra. Quindi quel peso, che noi chiamiamo di 8 chilogrammi,
potrebbe esser sostenuto in Marte da quel tanto di forza
muscolare, che a noi occorre per sostenere 3 chilogrammi.]
[16 Quest'ultimo canale è capace d'irrigare sopra tutta la sua
lunghezza (che è di 500 chilometri) una zona di terreno larga 35
chilometri. Più non si richiede per i canali qui sopra descritti.]
[17 Questo vale per gli osservatorii collocati nei climi più
settentrionali della Terra. Per gli osservatorii dei paesi
australi saccede l'opposto: il polo boreale appare in alto del
disco, il polo australe in basso.]
[18 Il Lettore che vorrà esser pienamente informato di tutto quello
che è stato osservato nel pianeta Marte e vorrà interessarsi alle
speculazioni ed alle discussioni ardenti cui ha dato luogo la
natura fisica del pianeta, e la possibilità che esso sia sede di
vita organica, anzi anche di esseri intelligenti, troverà di che
soddisfarsi nella grande opera di Flammarion, La Planète Mars, di
cui non già usciti due volumi e di cui si promette la
continuazione: essa formerà col tempo una serie di annali del
pianeta. Può inoltre consultare: Lowell, Mars and its canal,
Nuova York, 1906; Morse, Mars and its mystery, Boston, 1906;
Lowell, Mars the abode of life. Nuova York, 1908.]
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